domenica 8 marzo 2015

PER TE MAMMA!

Alla Donna che ha generato la mia vita.
Alla Donna che ha generato la vita dei miei fratelli e delle mie sorelle.
A Colei che tra mille difficoltà ha trovato sempre il modo di assisterci,
accompagnandoci e tenendoci per mano nei nostri processi di crescita.
A colei che con la sua fede ostinata,
attraverso il suo irrinunciabile e inattaccabile credo cristiano ci ha contagiato,
contribuendo e facendoci superare i momenti più difficili della sua,
così come della nostra esistenza.
A Colei che non appagata dai sacrifici fatti per il nostro bene,
è riuscita nel momento in cui per ogni essere umano
la perdita del proprio figlio rappresenta la fine anche della propria esistenza,
attraverso il suo gesto estremo e condiviso da noi tutti,
ha regalato la vita a cinque persone e alle rispettive famiglie,
che sebbene a noi tuttora sconosciute,
rafforzano più che mai quei valori umani della donazione,
nel segno dei più sani principi della vita da coltivare e tramandare.
A TE che, per tutto ciò, mi hai reso orgoglioso di poter manifestare
tutto l’amore nei tuoi confronti,
un amore che non sarà mai paragonabile per intensità al TUO,
ma che mi permette in questo momento di confessare
tutta la mia piccolezza al cospetto di una Donna di così tale grandezza.
A TE che: oggi io piango come un bambino la tua mancanza,
sai che questo nostro distacco solo terreno
non potrà mai impedirmi di ricordarti
con lo stesso e straordinario amore che in tutto mi hai sempre regalato,
oltre che meravigliosamente insegnato e inculcato.
Ti ho amato, ti amo oggi e ti amerò per sempre,
sempre di più ti amerò anche oltre la fine dei miei giorni,
perché, ora come non mai, sono consapevole che
non è certamente la conservazione della nostra fisicità
o dei nostri beni materiali a determinare
il traguardo più ambito da dover ad ogni costo raggiungere,
in un mondo dove in termini di certezze esiste solo
la consapevolezza di essere tutti di passaggio.


© 2016 Gruppo Albatros Il Filo S.r.l., Roma   

domenica 15 febbraio 2015

S.Valentino

Non serve a nulla dirci che ci amiamo.

Mettiamolo in circolo
questo nostro amore

e tanto Amore vero
ci tornerà indietro
 

(carlo mantuano)

martedì 30 dicembre 2014

Un SI convinto per la VITA

Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: Io sono la mente 
(Rita Levi Montalcino)

Il nostro compito è quello di dare sempre corpo alle menti.


Affinché possano sviluppare e oltrepassare ogni dettaglio legato al concetto di una fisicità
sempre sospesa nel tempo.


Sradicata e scandita dal breve termine, 
da legare e ancorare ad un senso più alto della vita:


L'immortalità della nostra anima,
che va al di là di ogni nostro credo religioso!
 

(carlo mantuano)

lunedì 29 dicembre 2014

La Riconoscenza

Rileggendo alcuni passaggi di Vita...

Sono questi attestati di riconoscenza che servono a mantenere vivi anche noi Donatori...


e che ben scenda qualche lacrimuccia 

se il tutto serve a dimostrarlo...


Io penso e rivedo sempre,

nella mia mente,
quella Donna,
la mia Donatrice di Vita.
 

Non mi è dato di sapere chi fosse,
o dove abitasse,
né come è morta.
 

Ma all'interno della mia storia,
che qui ho voluto raccontare,


mi è piaciuto disegnarla così,
 

come la vedo ogni volta
nei miei pensieri e,
chissà, forse anche nei sogni....


(Giovanna Corder)




mercoledì 10 dicembre 2014

L'albero della Vita!

Per anni elaborando il lutto sul balcone di casa, mentalmente parlavo con un piccolo seme schiuso in un vaso.

Piangendo pensavo e parlavo con lui e pregavo.

Cinque sono i tuoi organi donati...
e cinque tenerissimi rami cominciarono a crescere.
 

Se diventerai grande è segno che
cinque persone bisognose si sono salvate !
 

(rosalba mantuano)

lunedì 10 novembre 2014

Non chiedermi mai se sono felice.

Chiediti il perchè tanti altri non lo siano solo perchè:

La vita non gli riserva quelle gioie che ognuno di noi nel suo piccolo può loro regalare !

(carlo mantuano)

lunedì 1 settembre 2014

Logistica Trapianti NOPC

Mai nessun'altro tipo di sforzo sarà così difficile nella vita da poter sopportare
 

come quello dettato dalla propria indifferenza nel dover lottare anche per chi quelle forze le ha già perse 

insieme alla voce di poter urlare tutto il malessere nascosto soltanto 

dalla propria dignità di non volere coinvolgere con se anche gli altri !
 

(carlo mantuano)